Oggi dopo l’ennesima ascensione di bile, poco salutare, me
ne rendo conto, ho deciso isolare l’essenza della subcultura italiana e cercare
di dare una ragione al suo essere.
Lo so qualcuno immagina che come molti io sia in conflitto
con quelle categorie che fanno dell’ignoranza e della disinformazione una
bandiera e che vengono costantemente derisi da chi ha un minimo di cognizione
di causa. Categorie come quelle dei complottisti e affini però non mi toccano,
discutere con loro e spalare il loro letame, rendendosi conto del fatto ci sarà
sempre un surplus di merda ingestibile, lo lascio a chi crede di compiere una
missione sacra per la galassia, mascherando una sorta di coprofilia.
No, ritengo che sia più utile agire e discutere con le
classi più colte della società che stanno sviluppando una sorta di morte
intellettuale, comprendere le cause di questa staticità della scena intellettuale
Italiana ha diminuito l’afflusso di bile lasciando intatto il disprezzo.
Supponiamo che la causa di questa degenerazione sia dovuta
principalmente al linguaggio del web che ha vita e regole proprie e
progressivamente si adatta al mondo “reale”. Un'altra causa è proprio l’interesse
morboso per la merda che circola su internet e della frustrazione che ne segue
una volta compreso che essa non potrà mai essere smaltita completamente. Ne
segue, un abbassamento generale della cultura.
La domanda che mi sono posto è…cosa succede dall’altra parte
della barricata? Davvero chi è impegnato nel tentativo di salvare la galassia
rimane puro e vergine nonostante la sua “missione”?
A quanto pare no.
Internet ha forzato quasi gli utenti ad allinearsi in 3
categorie:
Complottisti e affini, presunti razionali e indifferenti
(insomma quelli che usano internet per scaricare foto di gattini pucciosi senza
occuparsi di altro o occupandosi di tutt’altro)
Brevemente, la categoria analizzata è quella dei presunti “razionali”.
Dividendoli in allegoriche sottocategorie. Le sottocategorie non hanno limiti
rigidi, anzi, sono come colori primari su una tavolozza, sovrapposizioni di più
categorie e relative sfumature riescono a descrivere un numero
straordinariamente vasto di individui.
L’anticomplottista
ignorante
Ha una avversione patologica nei confronti dei complottisti
che cura con grasse risate e sfottò infiniti. È l’altra faccia del suo nemico e
per molti versi ne condivide il disastro intellettuale. Vede complotti ovunque,
davvero ovunque. Gli bastano parole chiave come “banche”, “interessi” , “case
farmaceutiche” la sua mente le estrapola dal contesto e urla al
controcomplotto. Generalmente condivide con il complottista anche l’ignoranza e
la chiusura mentale con l’eccezione che, essendo un “alleato” nella lotta alla
disinformazione viene perculato molto meno del suo alter ego. Si limita a
ripetere in modo pappagallesco quello che sente spesso da fonti più accreditate
di quelle dei complottisti, manca di comprensione.
Lo scientista
Saccente e estremamente pericoloso, generalmente a livello
scientifico è totalmente incompetente, se non sulla materia che studia almeno
sulla filosofia della scienza. Riesce a lanciare in orbita puttanate colossali
piegando la scienza come se fosse li a sostegno dei suoi deliri di assolutismo,
si crede un Dio sceso in Terra. Generalmente non dura 2 minuti discutendo con
una persona competente, che esordisce con un “che cazzo dici cretino” a quel
punto magicamente si spegne, se hai le giuste carte sono conigli che ringhiano,
vantano logica e razionalità ma semplicemente hanno uno sviluppatissimo bias
della conferma intergrato. Da apprezzare è che spesso mantengono l’etichetta,
abbandonando la scena con la coda tra le gambe avvisando il mondo intero che si
informeranno meglio (applausi)
Lo specializzando in
minchiologica
Punta la logica come se fosse un arma contro tutti, crede di
avere una testata termonucleare con cui può minacciare l’intero sistema solare,
la ostenta nonostante l’unica logica che conosce spesso sia quella dei quiz di
cultura generale per l’accesso a medicina. Costruisce castelli di carta immensi
che stanno in piedi per una logica che è come il santo graal, nel suo caso, sa
solo lui dove sta e a cosa serva. Lo riconosci da chi ha un vera competenza dal
fatto che è disposto a fare forzature immense sul ragionamento pur di sostenere
le sue idee. Lui non sbaglia mai, lui impugna LA logica. Zittirlo è molto
divertente, basta trovare la falla alla base del castello di carte e
evidenziare le contraddizioni, per coerenza, se non per logica è costretto ad
ammettere di aver sbagliato, oppure ti banna dalla pagina,( Come è successo a
me con un noto admin di un blog “ scientifico” con grossi deficit di
ragionamento.) O ancora, sta zitto (stesso admin, la prima
volta. La seconda volta mi ha bannato). Riuscire a trovare una falla implica
una buona conoscenza della logica stessa quindi assicuratevi di conoscere
quella che è utile al vostro fine. Alla fine si renderà conto che la sua
testata termonucleare è un cazzo di gomma moscio di plastica cinese.
Il tossico di storia
Vive in simbiosi con i libri di storia, la storia è la sua
arma, dorme va in bagno e mangia con un libro di storia pronto al suo fianco. Non
importa di cosa si parli, non azzarderà mai alcun tipo di analisi, alcuna
proiezione, si limiterà a cercare un evento simile a quello da discutere e
appiccicarcelo sopra. Ok, l’excursus, ma poi l’analisi la devi fare. Quando una
persona tira fuori la storia in una conversazione e finisce con la storia, per
me ha già perso, è un cadavere che cammina. Perde in maniera direttamente
proporzionale alla distanza sulla linea temporale tra i 2 eventi. Inutile zittirlo, non è
presuntuoso, può dare utili elementi di riflessione, ma è incapace di
proiettarsi oltre. Si riconoscere per l’esposizione di un estenuante elenco di
fatti storici che spaccia per analisi. Non ci prende mai, ma proprio mai, soprattutto
sulla previsione degli scenari di conflitto internazionali, perché crede in una
sorta di dio “storia” entità suprema dotata di scarsa fantasia, crede che gli
eventi siano ciclici, in parte lo sono, ma la ciclicità è in larga parte dovuta
alla sua disperata ricerca di analogie per inquadrare eventi che non riesce a
capire. Il fatto che chi opera sugli scenari internazionali , si occupa di
prendere decisioni strategiche, conosca la storia e i suoi retroscena meglio di
lui ed eviti accuratamente di ripetere le stesse strategia (pena la
prevedibilità) non lo tocca minimamente. Il Dio storia impera e la storia è spesso
tutto quello che conosce.
Ragionandoci su, immagino che effettivamente le capacità
intellettuali esulino e dalle competenze e dalle posizioni intellettuali assunte.
Le menti sono davvero molto poche, le altre semplicemente si limitano a
plagiarle.
Di fatto, le persone in grado di fare una analisi corretta
degli eventi si possono contare sulla punta delle dita. Nessuno azzarda,
pochissimi ci mettono la faccia, molti riescono a scrivere articoli sterminati
di nulla e parlare di nulla mischiato con cultura generale con l’aria da
intellettuali, ma in sostanza, non dicono un cazzo, nulla che un uomo medio non
possa pensare in una giornata tipo di occupazione coatta del gabinetto.
Internet ci ha dato un vantaggio, amplificare l’incompetenza
anche di coloro che prima apparivano come la classe intellettuale, il motore di
un Paese.
Sono stati talmente tanto svegli da non riuscire a capire che con i
produttori di letame non potevano trattare. Semplicemente si sono adattati a
loro, hanno fatto proselitismo e si sono mischiati alla stessa massa ignorante
a patto che li sostenesse. La massa ignorante ha fatto il resto, accetta per
fede quanto viene detto ma mancano le competenze. Per questo motivo anche i “razionali/razionalisti”
hanno un’ ottima fetta di produttori di merda che allargano la massa prodotta
provocando il progressivo allontanamento, se non delle menti pensanti,
sicuramente di quelle competenti.
Il linguaggio del web ha fatto il resto.
All’inizio i “razionalisti” erano pochi e selezionati, hanno
provato tutti l’ebrezza di subire slogan privi di significato a cui
rispondevano con papiri lunghi che nessuno si azzardava a leggere. Si sono
aggiornati, male, senza una vera strategia e si sono ridotti a estrapolare i
concetti principali dai loro papiri e buttarli li facendo spending review su
logica e ragionamento, insomma, internet non va mica bene per dialogare
soprattutto in spazi con più di 200 utenti attivi.
I concetti estrapolati dai papiri sono diventanti nuovi
mantra per coloro che amano duellare sui social senza avere nessuna competenza,
incapaci di rispondere adeguatamente a problemi nuovi. Se problemi nuovi si
presentano, a quel punto, tornano alla fonte, al totem, alla sacra ancestrale
fabbrica delle risposte, con scarsi risultati.
I complottisti e i
loro metodi hanno imbestialito moltissimi oppositori impoveriti da altri
incompetenti che da loro si aspettavano un nuovo bignami per contrastare i
complottisti stessi, o i vegani, o quello che vi pare.
I razionalisti hanno perso, ma della loro sconfitta non si
renderanno mai conto probabilmente, anzi è probabile che non si stiano
accorgendo nemmeno che le menti più brillanti li stanno abbandonando proprio perché
si stanno corrompendo, logorati dalla loro lotta.
Ad un certo punto gli
sembrerà di aver vinto in un certo senso, passeranno anni, e i complottisti
noti spesso per lo scarso livello di istruzione verranno confinati ai margini
della società, sempre di più, perché inutili alla stessa. Pian piano perderanno
forza (per cause di forza maggiore) non certo per merito dei movimenti
razionalisti che ormai sono un circo almeno quanto i loro nemici.
Come dico sempre io quando
su una questione si formano 2 schieramenti opposti muore il dialogo, le due
forze si radicalizzano, inevitabilmente il popolino finisce per infiltrarsi in
entrambi e quello, esattamente quello è il momento in cui chiunque abbia un
minimo di sale in zucca se la fila, perché l’arrivo del popolino significa l’arrivo
dei talebani e delle loro stronzate.
Vassili

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