domenica 2 marzo 2014

(Nuove) tipologie di idioti colti




Oggi dopo l’ennesima ascensione di bile, poco salutare, me ne rendo conto, ho deciso isolare l’essenza della subcultura italiana e cercare di dare una ragione al suo essere.

Lo so qualcuno immagina che come molti io sia in conflitto con quelle categorie che fanno dell’ignoranza e della disinformazione una bandiera e che vengono costantemente derisi da chi ha un minimo di cognizione di causa. Categorie come quelle dei complottisti e affini però non mi toccano, discutere con loro e spalare il loro letame, rendendosi conto del fatto ci sarà sempre un surplus di merda ingestibile, lo lascio a chi crede di compiere una missione sacra per la galassia, mascherando  una sorta di coprofilia.

No, ritengo che sia più utile agire e discutere con le classi più colte della società che stanno sviluppando una sorta di morte intellettuale, comprendere le cause di questa staticità della scena intellettuale Italiana ha diminuito l’afflusso di bile lasciando intatto il disprezzo.
Supponiamo che la causa di questa degenerazione sia dovuta principalmente al linguaggio del web che ha vita e regole proprie e progressivamente si adatta al mondo “reale”. Un'altra causa è proprio l’interesse morboso per la merda che circola su internet e della frustrazione che ne segue una volta compreso che essa non potrà mai essere smaltita completamente. Ne segue, un abbassamento generale della cultura.  

La domanda che mi sono posto è…cosa succede dall’altra parte della barricata? Davvero chi è impegnato nel tentativo di salvare la galassia rimane puro e vergine nonostante la sua “missione”?

A quanto pare no.

Internet ha forzato quasi gli utenti ad allinearsi in 3 categorie:
Complottisti e affini, presunti razionali e indifferenti (insomma quelli che usano internet per scaricare foto di gattini pucciosi senza occuparsi di altro o occupandosi di tutt’altro)
Brevemente, la categoria analizzata è quella dei presunti “razionali”. Dividendoli in allegoriche sottocategorie. Le sottocategorie non hanno limiti rigidi, anzi, sono come colori primari su una tavolozza, sovrapposizioni di più categorie e relative sfumature riescono a descrivere un numero straordinariamente vasto di individui.

L’anticomplottista ignorante
Ha una avversione patologica nei confronti dei complottisti che cura con grasse risate e sfottò infiniti. È l’altra faccia del suo nemico e per molti versi ne condivide il disastro intellettuale. Vede complotti ovunque, davvero ovunque. Gli bastano parole chiave come “banche”, “interessi” , “case farmaceutiche” la sua mente le estrapola dal contesto e urla al controcomplotto. Generalmente condivide con il complottista anche l’ignoranza e la chiusura mentale con l’eccezione che, essendo un “alleato” nella lotta alla disinformazione viene perculato molto meno del suo alter ego. Si limita a ripetere in modo pappagallesco quello che sente spesso da fonti più accreditate di quelle dei complottisti, manca di comprensione.

Lo scientista
Saccente e estremamente pericoloso, generalmente a livello scientifico è totalmente incompetente, se non sulla materia che studia almeno sulla filosofia della scienza. Riesce a lanciare in orbita puttanate colossali piegando la scienza come se fosse li a sostegno dei suoi deliri di assolutismo, si crede un Dio sceso in Terra. Generalmente non dura 2 minuti discutendo con una persona competente, che esordisce con un “che cazzo dici cretino” a quel punto magicamente si spegne, se hai le giuste carte sono conigli che ringhiano, vantano logica e razionalità ma semplicemente hanno uno sviluppatissimo bias della conferma intergrato. Da apprezzare è che spesso mantengono l’etichetta, abbandonando la scena con la coda tra le gambe avvisando il mondo intero che si informeranno meglio (applausi)

Lo specializzando in minchiologica
Punta la logica come se fosse un arma contro tutti, crede di avere una testata termonucleare con cui può minacciare l’intero sistema solare, la ostenta nonostante l’unica logica che conosce spesso sia quella dei quiz di cultura generale per l’accesso a medicina. Costruisce castelli di carta immensi che stanno in piedi per una logica che è come il santo graal, nel suo caso, sa solo lui dove sta e a cosa serva. Lo riconosci da chi ha un vera competenza dal fatto che è disposto a fare forzature immense sul ragionamento pur di sostenere le sue idee. Lui non sbaglia mai, lui impugna LA logica. Zittirlo è molto divertente, basta trovare la falla alla base del castello di carte e evidenziare le contraddizioni, per coerenza, se non per logica è costretto ad ammettere di aver sbagliato, oppure ti banna dalla pagina,( Come è successo a me con un noto admin di un blog “ scientifico” con grossi deficit di ragionamento.)   O ancora, sta zitto (stesso admin, la prima volta. La seconda volta mi ha bannato). Riuscire a trovare una falla implica una buona conoscenza della logica stessa quindi assicuratevi di conoscere quella che è utile al vostro fine. Alla fine si renderà conto che la sua testata termonucleare è un cazzo di gomma moscio di plastica cinese.

Il tossico di storia
Vive in simbiosi con i libri di storia, la storia è la sua arma, dorme va in bagno e mangia con un libro di storia pronto al suo fianco. Non importa di cosa si parli, non azzarderà mai alcun tipo di analisi, alcuna proiezione, si limiterà a cercare un evento simile a quello da discutere e appiccicarcelo sopra. Ok, l’excursus, ma poi l’analisi la devi fare. Quando una persona tira fuori la storia in una conversazione e finisce con la storia, per me ha già perso, è un cadavere che cammina. Perde in maniera direttamente proporzionale alla distanza sulla linea temporale  tra i 2 eventi. Inutile zittirlo, non è presuntuoso, può dare utili elementi di riflessione, ma è incapace di proiettarsi oltre. Si riconoscere per l’esposizione di un estenuante elenco di fatti storici che spaccia per analisi. Non ci prende mai, ma proprio mai, soprattutto sulla previsione degli scenari di conflitto internazionali, perché crede in una sorta di dio “storia” entità suprema dotata di scarsa fantasia, crede che gli eventi siano ciclici, in parte lo sono, ma la ciclicità è in larga parte dovuta alla sua disperata ricerca di analogie per inquadrare eventi che non riesce a capire. Il fatto che chi opera sugli scenari internazionali , si occupa di prendere decisioni strategiche, conosca la storia e i suoi retroscena meglio di lui ed eviti accuratamente di ripetere le stesse strategia (pena la prevedibilità) non lo tocca minimamente. Il Dio storia impera e la storia è spesso tutto quello che conosce.

Ragionandoci su, immagino che effettivamente le capacità intellettuali esulino e dalle competenze e dalle posizioni intellettuali assunte. Le menti sono davvero molto poche, le altre semplicemente si limitano a plagiarle.
Di fatto, le persone in grado di fare una analisi corretta degli eventi si possono contare sulla punta delle dita. Nessuno azzarda, pochissimi ci mettono la faccia, molti riescono a scrivere articoli sterminati di nulla e parlare di nulla mischiato con cultura generale con l’aria da intellettuali, ma in sostanza, non dicono un cazzo, nulla che un uomo medio non possa pensare in una giornata tipo di occupazione coatta del gabinetto.

Internet ci ha dato un vantaggio, amplificare l’incompetenza anche di coloro che prima apparivano come la classe intellettuale, il motore di un Paese. 

Sono stati talmente tanto svegli da non riuscire a capire che con i produttori di letame non potevano trattare. Semplicemente si sono adattati a loro, hanno fatto proselitismo e si sono mischiati alla stessa massa ignorante a patto che li sostenesse. La massa ignorante ha fatto il resto, accetta per fede quanto viene detto ma mancano le competenze. Per questo motivo anche i “razionali/razionalisti” hanno un’ ottima fetta di produttori di merda che allargano la massa prodotta provocando il progressivo allontanamento, se non delle menti pensanti, sicuramente di quelle competenti.
Il linguaggio del web ha fatto il resto.

All’inizio i “razionalisti” erano pochi e selezionati, hanno provato tutti l’ebrezza di subire slogan privi di significato a cui rispondevano con papiri lunghi che nessuno si azzardava a leggere. Si sono aggiornati, male, senza una vera strategia e si sono ridotti a estrapolare i concetti principali dai loro papiri e buttarli li facendo spending review su logica e ragionamento, insomma, internet non va mica bene per dialogare soprattutto in spazi con più di 200 utenti attivi.

I concetti estrapolati dai papiri sono diventanti nuovi mantra per coloro che amano duellare sui social senza avere nessuna competenza, incapaci di rispondere adeguatamente a problemi nuovi. Se problemi nuovi si presentano, a quel punto, tornano alla fonte, al totem, alla sacra ancestrale fabbrica delle risposte, con scarsi risultati.
 I complottisti e i loro metodi hanno imbestialito moltissimi oppositori impoveriti da altri incompetenti che da loro si aspettavano un nuovo bignami per contrastare i complottisti stessi, o i vegani, o quello che vi pare.

I razionalisti hanno perso, ma della loro sconfitta non si renderanno mai conto probabilmente, anzi è probabile che non si stiano accorgendo nemmeno che le menti più brillanti li stanno abbandonando proprio perché si stanno corrompendo, logorati dalla loro lotta.
Ad un certo punto gli sembrerà di aver vinto in un certo senso, passeranno anni, e i complottisti noti spesso per lo scarso livello di istruzione verranno confinati ai margini della società, sempre di più, perché inutili alla stessa. Pian piano perderanno forza (per cause di forza maggiore) non certo per merito dei movimenti razionalisti che ormai sono un circo almeno quanto i loro nemici.
Come dico sempre io quando su una questione si formano 2 schieramenti opposti muore il dialogo, le due forze si radicalizzano, inevitabilmente il popolino finisce per infiltrarsi in entrambi e quello, esattamente quello è il momento in cui chiunque abbia un minimo di sale in zucca se la fila, perché l’arrivo del popolino significa l’arrivo dei talebani e delle loro stronzate.

Vassili




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