martedì 4 marzo 2014

Risiko II (se nessuno vuole giocare con te)





Avevo già parlato di una forte volontà della Russia di aprire un banco delle trattative con l’Europa.
Cosi si apre la partita, si aumentano le tensioni invadendo la Crimea, si garantisce che l’invasione dell’Ucraina sarà una extrema ratio per difendere la minoranza russa.
Key words: interazione tra i giocatori.
La Russia con la sua strategia manifesta la sua volontà di dare il via ad una situazione competitiva. A differenza di come si crede, non sempre il manifestare ostilità coincide con l’ingresso in “gioco” la altri giocatori, soprattutto se essi possono scegliere di non intervenire nel gioco stesso.
In other words…

Se la Russia vuole aprire, come detto in “Risiko e Crimea” mio precedente articolo, un banco di trattative con l’Europa lasciando fuori gli USA deve assicurarsi che l’Europa nella sua impotenza non si giri dall’altra parte, deve costringerla a sedersi al banco delle trattative. L’intervento concreto dell’Europa è una tappa imprescindibile della strategia russa, se non c’è scatta il limbo.
Per evitare un increscioso stallo della situazione, ferma su equilibri sconvenienti per tutte le nazioni, la Russia sa che deve tenere alta l’entropia del sistema. Diversamente tutto finisce per rallentare a tal punto che ogni manovra possibile diventa goffa e inconcludente. Insomma, anche per chi non è pratico di queste cose appare chiaro che se i russi rimangono la fermi a prendere il sole dopo un po’ l’attenzione mediatica scema. Se l’attenzione cala i tempi si allungano. Se invece ogni giorno io faccio in modo che ci siano degli sviluppi rilevanti la pressione rimane e la guardia è alta.
La Russia adotterà diversi sistemi per tenere alta l’attenzione mediatica, fino a quando anche un bambino di 3 anni chiederà “papà perché non facciamo nulla?”
Eh figliolo siamo inerti, l’Europa è farlocca e gli USA fanno finta di avere ancora un briciolo di capacità diplomatica.  

Questi sistemi stanno già venendo applicati. Cominciamo con quella che io amo chiamare Volatilità della tensione (Vassili©). Il principio è quello di tenere la tensione costante ma alta la “volatilità”, insomma alzarla e abbassarla ad intermittenza lasciando la situazione praticamente invariata. Ammasso truppe, poi le faccio tornare indietro ottenendo ritmici gridolini isterici e facce distese. Solo che questo lo sappiamo io e forse Dio, quindi per ogni scoreggia troverete il tizio che urlerà alla crisi che farà da “santorsola” del vaso di Pandora. Che provocherà raffreddore, guerra nucleare, coma e morte non necessariamente in quest’ordine. Quindi non nessuno si stupisca se qualche aereo viola lo spazio aereo, o qualche pezzo di artiglieria impazzisce finendo sulla mucca che pascola allegramente dall’altra parte della linea rossa. Semplicemente i Russi devono tenere gli occhi del mondo su di loro.

La risposta degli USA, non si è fatta attendere. Quando assumi consulenti strategici che sono i “cuggini” del finanziatore della lobby delle armi o affini, sta certo che ti sei fatto affiancare da un perfetto imbecille che fa difficoltà ad fare una presentazione in power point della sua strategia e che impazzisce e si da all’alcolismo urlando come una checca isterica ogni volta che deve processare più di 2 informazioni in croce.  Diversamente non si spiega l’incompetenza in materia di politica estera degli USA. Se sono le lobby a controllare la politica e tu devi fare l’interesse delle lobby non hai la giusta autonomia e raggio di operatività che ti permette di fare cose che abbiano un senso logico.
A quel punto gli USA bussano alle porte della finanza, forse quando gli americani dicevano che l’invasione della Crimea avrebbe avuto un costo, si riferivano a questo, al fatto che sarebbero andati a piangere dai grandi finanzieri di casa negli States. Qui abbiamo un punto forte degli USA il potere finanziario, sicuramente enorme e con un know how che supera di molto quello degli altri paesi. Quindi semplicemente hanno cominciato ad attaccare il Rublo (Soros docet) e la borsa russa*. Putin probabilmente sapeva di non poter fare fronte ad un attacco finanziario, ha accettato la perdita senza fiatare, rischio calcolato probabilmente. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci allora la dea bendata ha dato un “occhio di riguardo” alla Russia. Il danno di speculazione finanziaria ha avuto un effetto che gli USA forse non avevano previsto, il ritorno sulle borse Europee.
Come si vorrà interpretare il parallelismo tra il crollo della borsa russa e svalutazione del rublo e contemporaneo ”down” della borsa europea.
Ok gli USA hanno fatto i furbi, bene, con l’unico risultato di far apparire chiaramente che l’economia europea è in strettissima relazione con quella Russa almeno quanto lo è con quella americana. Bella la globalizzazione nhe?
Risultato?
I media italiani non fanno che annunciare le sanzioni dell’ “occidente”…quale…quale occidente? Gli USA hanno fatto l’annuncio da soli, il possibile attacco finanziario ha irrigidito non poco le posizioni dell’Europa facendo rendere conto a tutti che l’applicazione delle sanzioni sarebbe un’automutilazione (ma non mi dire).  
Tornando a noi, come detto all’inizio, un Europa eccessivamente inerte non fa comodo nemmeno alla Russia, essa deve accettare di partecipare come giocatore attivo nella situazione competitiva e si comporta come il tizio con la coda di paglia che ti metti a chiamare da lontano con “hei tu” e fa finta di non sentire, “chi io?”. Lo scoglio più grande della Russia è proprio coinvolgere l’Europa in modo attivo e spostare il conflitto dal terreno al banco delle trattative. Tutto questo senza che la stessa Europa si porti appresso gli USA.

Non mi ha stupito la decisione della Russia di sciogliere il contratto stipulato con l’Ucraina. Il contratto era di tipo bilaterale, l’Ucraina firmava la concessione per i porti strategici in Crimea alla Russia e la Russia a sua volta concedeva un sostanzioso contratto agevolato per la fornitura del gas a prezzi ridotti. Ora con la Crimea sotto il controllo Russo e le basi coperte dalle forze di Mosca quel contratto può essere sciolto per applicare una sorta di sanzione indiretta nei confronti dell’Ucraina.
Questo genera uno scontento non indifferente, ma è un mezzo come un altro per aumentare la pressione su un’Europa poco collaborativa. Ora ad un tratto tutti si sono ricordati che dall’Ucraina passa il gas destinato all’ Europa. Forse persino gli ucraini se lo sono ricordati e se vorranno che l’Europa faccia qualcosa in loro favore gli basterà chiudere i rubinetti favorendo di fatto la Russia. Insomma la minaccia di una crisi energetica esiste e Putin continuerà le sue operazioni fino a quando l’Europa non metterà il culo sulla sedia delle trattative e la situazione non torna sotto controllo.
La situazione diviene sempre più chiara, alla Russia chapeau per la strategia (il secondo in 2 giorni)
Ah, nota se sperate che tutto si risolva in tempi brevissimi, vi sbagliate, se i russi si aprono subito alle trattative gli USA si prenderebbero il merito di aver fatto le giuste pressione su Europa e Russia risolvendo la situazione mantenendo la leadership. Invece, la Russia deve assicurarsi di dimostrare a tutto il mondo ad eterna memoria che può umiliare l’occidente.
Vassili

*http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201403030747422274&chkAgenzie=TMFI            

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