TOC TOC
Ha un minuto per ascoltare la parola di Dio?
Sempre a me, vi giuro, sempre a me. I testimoni di Geova esperti nell’ arte ninja hanno la capacità di trovarsi esattamente sul pianerottolo d’avanti alla porta della mia umile casa universitaria.
Ovviamente, la frequenza degli incontri molesti aumenta in maniera direttamente proporzionale all’urgenza dei miei impegni.
Poco male, questa volta decido di parlarci, credo di avere abbastanza elementi da riuscire a mandarli in crisi mistica, questo perché tendo a sottovalutare la stupidità. Non posso farne a meno, l’ottusità non è misurabile quindi non esiste una contromisura adatta. Più semplicemente, manca la fase di valutazione e quando ti trovi ad avere tutti gli elementi per dire a qualcuno che è un coglione hai già chiuso la conversazione da tempo.
Mi pongono delle domande, io cerco di dare delle risposte.
• Lei crede in Dio?
Questa è un’ottima domanda, diciamo che non amo le posizioni degli atei, perché fideistiche almeno quanto quelle religiose. Credo che l’ateismo manchi di umiltà ma la religione manchi di economia.
Quindi con molta calma risposi:
“Se mi parla di Dio come un postulato, come una condizione “sine qua non” le collassa mezza vita sopra, allora no.” Mi godo l’effetto delle mie parole, aspetto la risposta…
Mi guarda in modo interrogativo, io continuo:
“Le sto solo dicendo che trovo la religione economicamente sconveniente, non in senso prettamente finanziario, ma da un punto di vista dei processi cognitivi coinvolti. Probabile che la religione abbia tutte le risposte giuste, ma a quanto pare, sono le domande a essere sbagliate.”
Trovo poco utile inoltrarmi in ragionamenti arzigogolati sulla religione, il problema è che quando lo faccio, irrimediabilmente per arrivare al punto devo uscire dai paletti imposti dalla fede. Non puoi farne a meno. A un certo punto sei obbligato a credere, ed io mi rifiuto.
In fondo, non vedo la differenza tra la loro ignoranza e la mia ignoranza sui misteri dell’universo. Non percepisco la superiorità di un tipo di ignoranza solo perché riescono a costruirci un impero sopra.
L’ignoranza è ignoranza ,punto.
Continuando il mio discorso…
“Ritengo un enorme spreco di energia e tempo ignorare la logica per esplorare circuiti di pensiero che sono fatti per portare da nessuna di parte”.
Forse loro aspettavano questo, infatti, li vedo sorridere, non avevano capito che li stavo ancora stuzzicando.
MA TU SAI BENE CHE LA LOGICA HA DEI LIMITI!
Rispondo: “certo, è molto probabile che quello che dici sia vero, ma stando ai fatti, il mio sistema di valutazione dei fenomeni ha una resa straordinariamente più elevata della vostra, che è evidentemente limitante. Nulla di personale, ma se parliamo di rendimento, il mio modo di operare a giudicare dai risultati ottenuti è molto più efficace.”
Non stavo mentendo, nel limite della mia esperienza, la visione razionale del mondo funge come una straordinaria leva evolutiva. Volendo contrarre il mio ego al massimo sostenibile, direi che non ho mai rilevato alcun notevole vantaggio nei loro atti di fede. Il più delle volte ho riscontrato solo una maggiore accettazione degli eventi nefasti in modo straordinariamente passivo o, in alternativa, in modo estremamente fiducioso. Niente che non si possa fare nella stessa misura utilizzando la ragione, e a volte, i risultati sono addirittura migliori.
Avrete compreso il fatto che la mia non è una “Filippica” contro la fede o la religione, ma solo una valutazione dei collaterali, che se non sono svantaggiosi, spesso non risultano nemmeno utili per migliorare la qualità della vita.
La cosa che mi colpiva è che per quanto io mantenessi un tono estremamente moderato sul loro volto era evidente l’astio dei miei confronti.
Voglio azzardare che non siano contenti del fatto che qualcuno riesca a essere felice senza le loro genuflessioni, senza i loro cilici intellettuali, senza le loro costrizioni morali. Io, privo di ogni possibile sacralità e procedura rituale ero felice, stavo bene e non avevo nulla che loro potessero darmi. L’unica differenza era che entrambi avevamo la ragione, ma io, a differenza loro, non avevo la fede. Questo “status quo” rendeva incredibilmente superflua la loro protesi del benessere e mentre io apparivo sempre più rilassato, loro si irrigidivano.
No, forse qualcuno starà ridacchiando, ma non ne ero per nulla contento, la mia era semplicemente compassione.
I toni cominciano a degenerare, almeno i loro, si fanno più acuti e più pungenti:
Quando ti guardi intorno e ti rendi conto dell’estrema perfezione della natura, non vedi in questa, l’opera dei una mente superiore?
Ci rifletto un po’…
Questa solitamente è la loro “carta buona”, ma a giudicare dal seguito non è stata una buona scelta. Decido di rispondere in modo altrettanto ironico:
“Voi vedete intelligenza in tutto ciò? Io non vedo alcuna intelligenza, per parlare di intelligenza dovremmo apprezzare salti evoluzionistici che vanno dal Carbonio a un protozoo senza intermedi di alcun tipo.”
Mi spiego meglio, la loro teoria ha un buco enorme, determinato dal fatto che per stare in piedi deve prendere per buono il creazionismo. E questa è una grossa falla. Non mi tirate in ballo la solfa dell’uomo e dell’anello mancante. L’anello mancante a mio modestissimo parere non si è mai estinto, ancora oggi abbiamo gente che se non fosse per il fatto che l’evoluzione non può segargli le gambe, perché protetti dalla società, sarebbe irrimediabilmente spazzata via dalla selezione naturale (lol).
A voler giocare di fantasia, la struttura sociale degli antenati dell’uomo, ha permesso la coesistenza parallela di 2 diverse linee evolutive, una meno evoluta e una destinata ad evolversi. Probabilmente le due linee non sono entrate in conflitto ma hanno finito per fondersi reciprocamente.
Ma questa è solo una mia personalissima teoria e probabilmente è una tremenda cazzata, serve solo per rendere l' idea che ficcare Dio ovunque non è la soluzione più indicata per arrivare alla conoscenza.
Personalmente non ho problemi solo con alcuni elementi di queste dottrine, ma con gli “umanisti” in generale. Senza farla troppo lunga, mentre gli scienziati cercano soluzioni credibili alle domande che l’uomo pone, sottoponendo le proprie teorie a una dura analisi scientifica, gli umanisti hanno la straordinaria capacità di rompere solo il cazzo senza proporre soluzioni concrete, non dico tutti, ma buona parte di quelli che conosco.
Dopo questa lunga parentesi torniamo al mio dialogo, ah…stavo parlando io.
“Credo che non ci sia nulla di eccezionale nei risultati di una “brute force” di miliardi di anni. Non mi stupisco che l’entropia, unita a una collisione spontanea degli atomi e coadiuvata dalla normale tendenza delle molecole a formare legami per dare vita a strutture di ordine superiore sempre più stabili, abbia portato tra le miliardi di combinazioni possibili al “codice della vita”.
Io tendo a semplificare, se una cosa esiste è solo perché vi è la possibilità che lo faccia. Nulla di più. Le condizioni e le modalità che permettono l’esistenza di qualcosa continua a rendere superflua la fede, perché questo è dominio delle scienze naturali. Chi sostiene che la fede abbia dato più risposte della matematica nel ramo dell’analisi dei fenomeni e delle condizione nel quale si verificano mi faccia 2 esempi.
I miei interlocutori a questo punto cominciano a sparare le solite banali cartucce:
Ma non ti pare che qualcuno debba pure aver creato quell’atomo di cui parli, da qualcosa si è dovuto pur partire no?
So molto bene come rispondere a questa domanda, sorrido.
“Vedo che avete problemi con “il nulla”, non so se davvero sia mai esistito un vuoto assoluto, qualcosa di umanamente incomprensibile, non ho gli elementi per affermarlo.”
“Ah vedi! Quindi ammetti che c’è bisogno di un’entità che permetta di dare luogo alla prima scintilla, che garantisce l’Esistenza!”
Hehehehe, la trappola ha funzionato.
“Come dicevo prima, voi avete problemi con il nulla, ma pare che non abbiate nessun problema con “l’increato”.
Questo è abbastanza comico, dite più probabile l’esistenza di un’entità intelligente e complessa, ma credete impossibile l’esistenza a priori della più piccola particella subatomica.
Perché Dio può esistere da sempre e creare il tutto e non ritenete accettabile che da sempre esiste il più piccolo elemento della materia? Non voglio parlare di cosa sia più credibile, ma le due cose si equivalgono.
Qui segue la loro ultima cartuccia:
“E come ti spieghi i miracoli?”
Non me li spiego con la fede. Semplicemente è peccare di superbia credere che tutto ciò che si crede “naturale” o quotidiano sia distinguibile dal “divino” sulla base della propria, personalissima esperienza (o meglio, ignoranza). Supponiamo che alcuni eventi si verifichino una volta ogni mille anni, il fatto che tu li possa apprezzare per la prima volta, non implica che siano atti divini. Quindi la cosa non sta in piedi. Non credo che una guarigione improvvisa sia impossibile, quindi non credo che debba intervenire Dio per renderla possibile, è molto semplice.
Uno più limiti ha, più Dei ci piazza.
Tutto dipende da cosa credi impossibile e meno conosci dell’impossibile, più devi tamponare con Dio. Lo dimostra il fatto che Dio viene quotato sempre peggio da quando la scienza esiste.
La conversazione era finita, loro lo sapevano, io lo sapevo. Chi aveva vinto nessuno può dirlo, non si vince in certe cose. Io tornai alla mia giornata, loro si guardavano un “bubbone” chiamato fede che da quel giorno avrebbero stentato a giustificare.
No, non sono ateo, ribadisco. Non prendo posizioni su quello che non conosco a differenza dei religiosi.
La religione non mi infastidisce, anzi, la reputo molto utile. Per come la vedo io, la Bibbia non rappresenta più una buona base su cui basare l’etica moderna, ci siamo evoluti e insieme a noi i nostri bisogni e la nostra visione del mondo.
Vorrei giudicare la religione e la fede come meritano e definirle per quello che sono:
un’ottima psicoterapia preventiva, nulla di più, semplice psicoterapia.
Vassili.

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