lunedì 2 settembre 2013

Il futuro in 3D. "In un Paese di ciechi, l'innovazione zoppica"

Un gesso HI-TECH

Un argomento che sta spopolando, sia negli ambienti di nicchia, sia in quelli più eccentrici come quelli di Zeitgeist, è l’utilizzo ormai ubiquitario che coinvolge il sistema di stampa 3D.

Molti di questi progetti sono Open Source, il prezzo di una stampante 3D (circa 800 euro) è molto contenuto e giustificabile visti gli infiniti campi di applicazione.

Ma allora perché è una tecnologia fa tanta difficoltà ad affermarsi proprio dove cambierebbe radicalmente la qualità dei servizi, abbattendo i costi?

Il settore di cui parlo è quello della sanità.

Riporto alcune immagini circa l’utilizzo di questa tecnologia in ambito medico. 

http://edition.cnn.com/2013/05/22/health/baby-surgery/index.html?hpt=hp_bn8

Un'innovazione, tra le tante che mi ha particolarmente colpito è la sostituzione del gesso ortopedico, con un vero e proprio esoscheletro.


Jake Evill ha così creato il Cortex cast un esoscheletro in grado di abbinare la resistenza necessaria a sostenere un arto fratturato, alla traspirazione per prevenire pruriti e fastidi. Sulla pagina internet nella quale viene spiegato il rivoluzionario procedimento si legge: “Dopo secoli di stecche e ingombranti calchi in gesso che hanno provocato prurito e irritazione a milioni di bambini, adulti e anziani, abbiamo finalmente portato i metodi per la cura delle fratture nel 21esimo secolo. L’esoscheletro Cortex offre un sistema tecnologico avanzato di supporto localizzato ai traumi, completamente ventilato, molto leggero e igienico, riciclabile e anche bello esteticamente“. (*1)

Il procedimento utilizzato per la costruzione di questo supporto ortopedico non sembra essere particolarmente difficoltoso. Possiamo riassumere il procedimento in 3 fasi.

1.    Scannerizzazione dell’arto
2.    Rielaborazione dati
3.    Stampa


Lungi da me gridare al miracolo, ovviamente non pretendo che certe tecnologie siano la panacea, ma sicuramente contribuiscono a dare un contributo sostanziale al progresso tecnologico e all’aumento della qualità della vita.

Un’osservazione va fatta in proposito:
Ogni volta che la ricerca scientifica ci dona le sue innovazioni, dovremmo sempre, se possibile, pensarle in un’ottica di un utilizzo pratico e quotidiano.
Questo perché una tecnologia, se non applicata, difficilmente dimostra i suoi veri limiti pratici e risulta più difficile fare il passo successivo verso una nuova l’innovazione.

Il Cortex cast, come molte altre innovazioni, può cominciare a far riflettere su come le strutture sanitarie abbiano bisogno di un massivo intervento di aggiornamento, sia nel settore tecnologico, sia in quello delle competenze.
Proprio nell'ampliamento del ventaglio di professionalità io vedo maggiori prospettive occupazionali in futuro. L’Italia non ha ancora ben compreso questo aspetto, forse per interesse, forse perché ognuno è chiuso nella propria nicchia e ha paura di essere sostituito.

In definitiva, l’integrazione di questi sistemi nel contesto del servizio sanitario, non solo lo renderebbe indipendente sotto certi aspetti, ma aprirebbe nuove porte all’ingresso di nuove competenze.

Un’occasione per il sistema “ospedale-università” per la formazione di nuovo personale e nel settore “ricerca e sviluppo”

Vassili

*(1)  http://www.squer.it/of/un-esoscheletro-stampato-in-3d-sostituira-il-gesso-nelle-fratture/

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